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06/03/2010 - L'inizio della fine.

Cosa mancava nel nostro paese per mettere una volta per tutte la parola fine alla democrazia? Niente, la democrazia è morta da tanto tempo e nessuno di noi ha voluto partecipare ai funerali, ci siamo tenuti la foto ricordo, il "santino" in tasca ma in definitiva non ci abbiamo fatto caso più di tanto. Per sancirne la morte a tutti gli effetti mancava solo l'evidenza, e questa è apparsa nelle ultime ore, Napolitano, un essere qualunque, ha posto il sigillo sulla parola fine, scritta già in precedenza da tutti i governi che si sono susseguiti negli anni, confermata dal governo in carica e avallata dalla falsa opposizione inciuciante.

La verità come dicevamo, è che la morte della democrazia è avvenuta di fatto molto tempo fa, quando il denaro, il potere, la corruzione, il malaffare, la forza del lusso e del falso benessere hanno preso il posto del vivere con semplicità, del vivere e basta.

Come abbiamo fatto a non accorgerci del cambiamento dalla vita alla morte? Semplice! Grazie all'inserimento del virus mortale che ha più nomi, viene chiamato "materialismo" "globalizzazione" e in altri mille modi ma porta sempre all'agonia che precede la fine.
E così siamo arrivati ad oggi, dove viviamo in una favola al contrario, dove la fine è l’inizio e viceversa. Tutti felici e contenti all'apparenza fino a poco fa, fino a quando appunto l'evidenza che ha scoperto la morte della democrazia ci ha fatto passare un brivido lungo la schiena, ma non a tutti, perchè molti sono ancora sotto effetto di ipnotici, e sono quelli che se ne andranno dormendo, "la morte migliore".
Evviva i ricordi, quando i parchi non erano recintati perché il 70% degli spiazzi era costituito da zone verdi, quindi era tutto un parco, non c’era la cementificazione selvaggia. Le spiagge erano libere. C’erano i sentieri da percorrere per ore senza il pericolo di piantarti una siringa in un piede o di essere assalito e derubato, se ti va bene, oppure “addio per sempre” con una pugnalata per 10 euro, quanto vale una vita oggi. Le poche auto andavano piano, che fretta c’era di arrivare al solito posto? E la benzina era un bene prezioso nonostante costasse molto poco.

Non c’era bisogno di chiudere la porta di casa, alcuni, molti, lasciavano le chiavi nella serratura tranquilli che nessuno sarebbe entrato senza chiedere permesso, e non c’erano i cancelli di sicurezza e gli allarmi alle finestre. La sig.ra Luisa che viveva praticamente in cortile, sapeva tutto di tutti e controllava “non volendo” il via vai delle persone, pronta a fermare ogni figura sconosciuta, ma senza allarmismo. Il garzone del fornaio consegnava il pane all’Angela, era molto anziana e le dolevano le gambe, e il servizio era gratuito, Franco (il fornaio) lo faceva volentieri per le persone anziane. C’era chi si ricordava la guerra e la temeva e la raccontava, sperando di non riviverla mai più. Chi aveva patito la fame nel dopo guerra aveva finalmente un lavoro e si sforzava di rimuovere i ricordi terribili. Si cominciava a risparmiare finalmente, e con i risparmi potevi sognare di comprare il frigorifero a rate, quello con il reparto per congelare. Chi stava meglio aveva la TV in bianco e nero e poi a colori con il primo telecomando, e alcuni più fortunati si compravano la casa, con il mutuo, quello che ogni mese pagavi una certa somma affrontabile, fatta su musira per le tue possibilità, non 4 volte lo stipendio, non con il 300% di interessi da scalare a babbo morto. Le bambine si divertivano ancora con le bambole “normali” e con le pentole della mamma, i maschietti in mancanza d’altro giocavano a pallone ma soltanto se Paolo voleva, il pallone era il suo, e decideva lui chi giocava e faceva lui formazioni. Una volta ogni tanto si andava all’edicola ad acquistare le figurine, era uno spasso, “ce l’ho, mi manca, ti do Anastasi e Bruscolotti in cambio di un Boninsegna”. Una volta al mese al cinema di 5° visione, il film non lo si vedeva, si era troppo impegnati a fare confusione e la “maschera” a turno, ci tirava le orecchie, ma ci voleva bene.
I pedofili (se c'erano) erano nascosti molto bene e se qualcuno molestava un bambino era probabilmente l'ultima cosa che faceva nella sua vita, lo si sarebbe ritrovato in un vicolo con il cranio sfondato, cosa vuoi, sono cose che capitano. Di certo non avevano il consenso da parte di alcuni gruppi, e di sicuro non potevano dire messa la domenica o parlare in TV e affacciati alla finestra accompagnati da scroscianti appalusi e giubilo della folla.

Non era il medioevo, tutto questo era una trentina di anni fa, anno più anno meno.

Poi, qualcosa si è inceppato nel meccanismo. Chi comandava il paese aveva già cominciato da tempo in maniera subdola e silenziosa a fare i propri interessi, grazie a quest’aria di presunto benessere generale, complice il fatto che le persone avevano sofferto e mai avrebbero pensato che dopo anni di restrizioni di ogni tipo, i propri rappresentati politici stavano confabulando accordi segreti tra loro fingendo contrasti solo per prendere possesso delle ricchezze dei loro elettori, quelle ricchezze che il paese si apprestava a produrre in grande quantità. Più il popolo creava e più i politici studiavano come fare per impadronirsi di ogni cosa. Tutto questo è quello che è avvenuto fino ad oggi, e ancora succede con il silenzio assenso di ognuno.

Manifestazioni, comizi, discorsi pieni di frasi altisonanti senza dire nulla, il popolo ignorante credeva, e purtroppo, dopo tutto questo tempo e nonostante si sia nuovamente entrati in quella regressione che tanto fece male ai nostri vecchi, ancora credono che un manipolo di farabutti, con il solo utilizzo di parole adeguate e il controllo totale dell’informazione, possano riportare la serenità in un paese che non ha più strade da intitolare, soltanto vicoli ciechi. C’era una volta….la democrazia....c'era una volta....il popolo Italiano.

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