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09/03/2010 - Mentre guardiamo altrove...

Oggi i giornali parlano quasi esclusivamente del tormentone delle liste elettorali di Roma e Milano, di Napolitano che non è niente altro che un semplice notaio del governo e le anime belle bipartisan si dedicano alla patata ecologica. Nessuno sembra notare che la moviola ci rimanda all’indietro, agli anni cinquanta. Dell’art.18 non ne parlerà più nessuno. Ricordate il grande sciopero per salvare l’articolo 18 che permette ai dipendenti di rivolgersi ai giudici per ottenere la revoca di un licenziamento ingiustificato? Tutto finito. Lo ha deciso questo governo. E al momento dell’assunzione gli imprenditori possono far firmare una dichiarazione che impone ai senza lavoro di accettare “l’arbitrato”, restando senza maniglie alle quali aggrapparsi Non credevo proprio che la dichiarazione del senatore Treu, denunzia dell’attacco all’art.18 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori, si sarebbe chiusa con l’approvazione della legge voluta da Sacconi e dalla destra che controlla il Parlamento. Lo stesso Senato che ha salutato con un applauso commosso il senatore Di Girolamo eletto fraudolentemente dalla ‘ndrangheta all’estero ha congedato una legge che segna il passaggio dai diritti e dalle tutele al proibizionismo. Ai lavoratori viene proibito di adire al Giudice in caso di licenziamento senza giusta causa e dovranno accettare il verdetto inappellabile di un arbitro. Noto con sconcerto che la parola “obbligatorio” ricorre sempre più frequentemente nella legislazione voluta da questa generazione di giuslavoristi che da D’Antona a Biagi agli attuali Ichino e altri nel corso di quasi due decenni hanno disarticolato il sistema giuridico italiano, lo hanno americanizzato nei suoi aspetti peggiori e ributtanti. Il modello americano, figlio della sconfitta del sindacato ottenuta con l’uccisione dei suoi dirigenti dai killers della Pinkerton (la famosa agenzia ora diventata la Blackwater che flagella l’Iraq e l’Afghanistan e che fornisce gli squadroni della morte alle multinazionali Usa), viene importato in Italia. Campagne di falsificazione e di manipolazione della opinione pubblica si sono svolte per l’affermazione della deregulation. Insigni personaggi come Monti hanno contrapposto i diritti dei genitori alla condizione precaria dei figli (da loro creata) in nome della “modernità” e della “flessibilità“. Autorevoli esponenti dell’ex PCI come D’Alema hanno avvertito i ragazzi di non aspettarsi il posto fisso e di confrontarsi con il mercato. Ieri il Ministro del Lavoro si è spinto fino a dichiarare che i lavoratori non sono “minus habent”. Sono alla pari con l’azienda!! Un’affermazione che vorrebbe ribaltare la radice del diritto del lavoro basata appunto sulla constatazione della disparità tra imprenditore e lavoratore e quindi sulla tutela della parte debole. Mettere sullo stesso piano lavoratore e datore di lavoro significa chiudere la storia del movimento sindacale e tornare ai rapporti esistenti prima della sua nascita. Torniamo indietro di due secoli. Anche se Repubblica parla di “rivolta “dei sindacati e dell’opposizione alla legge approvata ieri dal Senato si ha l’impressione che la legge sia già stata metabolizzata e di fatto approvata e accettata. Non c’è nessuna rivolta! L’opposizione in Parlamento anche se ha votato contro è stata sostanzialmente consenziente. Non ha votato a favore perchè non era necessario ma nel corso di questi due anni ha partecipato a tutto il lavorìo di incubazione, limatura, elaborazione della normativa. Una normativa studiata da chi conosce a fondo il diritto e trova l’escamotage leguleio per “aggirare” alle spalle quanto vuole predare. L’articolo 18 dello Statuto resterà ma sarà una maceria inerte, pronta a rovinare ed unirsi alle tante altre macerie dei diritti perduti o ceduti in questi anni. I sindacati non hanno reagito. Hanno reso interviste di malavoglia fatte sopratutto su iniziativa dei giornali. Epifani, dopo aver descritto tutti i mali della riforma, si è spinto fino a preannunziare ricorso alla Corte Costituzionale (“se ce ne saranno le condizioni”). Da qui all’eventuale pronunziamento della Corte potrebbero passare anche tre anni o quattro anni ed intanto la nuova normativa si farà le ossa e diventerà parte della realtà dei rapporti sociali. La CGIL avrebbe potuto annunziare una riunione della sua segreteria, proclamare una qualche mobilitazione nei posti di lavoro. Niente! si è limitata a constatare quanto è amara e piena di fiele la medicina fabbricata in Senato. Cisl ed Uil hanno rivendicato la loro esclusiva nella materia forse temendo prese di posizione della sinistra politica. L’Italia vanta Sindacati con oltre diecimilioni di iscritti. Una potenza! Ebbene, con il concorso attivo o soltanto passivo di questa potenza siamo diventati un paese in crisi per i bassi, bassissimi salari, un paese di precari e di lavoratori senza diritti. Abbiamo lavoratori sempre più poveri ed infelici! La legge approvata non si è limitata a liquidare l’art.18. Ha ridotto la scuola dell’obbligo di un anno che potrà essere speso per apprendistato. Naturalmente questo riguarderà soltanto le famiglie povere. Ha reintrodotto il discusso istituto della staff leasing una infame possibilità di affittare interi gruppi di lavoratori anche a tempo indeterminato, una arma in più nel ventaglio delle possibilità offerta alle imprese. Il lavoro umano viene totalmente disarticolato in un numero infinito di opzioni padronali! Anche su questa questione, il silenzio dei Sindacati di Regime è assordante. Per chi non avesse capito da oggi in poi la politica sociale è fatta soltanto dalla Confindustria. Il sindacato deve soltanto concorrere alla sua esecuzione magari estendendo la pratica degli enti bilaterali fino a farla diventare sostitutiva del welfare. Deve tacere ed ubbidire. Prepararsi alle prossime cessioni. Perché non privatizzare l’INPS e l’INAIL? Perché non passare ai contratti individuali? Pietro Ancona

07/03/2010 - Legge e fuorilegge.

Il presidente prima commissione della Corte di assise di Roma, Anna Argento, è stata denunciata per abuso di ufficio. Cosa ha fatto di così tanto grave? Molto semplice, ha avuto la faccia tosta di applicare la legge elettorale, proprio qui in Italia, roba da pazzi. Il presidente Anna Argento ha spiegato che non era stata presentata nessuna lista presso la cancelleria e pertanto la successiva richiesta di integrazione del PDL per il Lazio non aveva motivo di essere accettata "in quanto non si può integrare nulla a qualcosa che non esiste". Ecco che dapprima abbiamo visto prendere vita al decreto interpretativo che ha il sapore di incostituzionalità e poi è scattata la denuncia ai danni di chi ha applicato la legge così come scritta anzichè "interpretarla" per il partito di governo. Anna Argento in questa intervista spiega la verità ai cittadini. In Italia ci sono decine di migliaia di giudici, ogni tanto qualcuno di questi viene "sgridato" perchè fa il suo dovere, come abbiamo già visto accadere per De Magistris e la Forleo per citarne due tra i più eclatanti. Il governo sostiene da tempo che la magistratura è politicizzata e si è coalizzata contro chi deve comandare il paese, cercando di mettere continuamente il bastone tra le ruote di un carro quanto meno sgangherato. Noi però a questo punto pensiamo che semmai la magistratura è politicizzata, ci pare evidente che la stessa è politicizzata a favore di chi governa e non il contrario, altrimenti è evidente che in parlamento rimarrebbero a parlare in una decina si e no, il resto sarebbero chi nei paesi senza estradizione chi nelle patrie galere.

06/03/2010 - L'inizio della fine.

Cosa mancava nel nostro paese per mettere una volta per tutte la parola fine alla democrazia? Niente, la democrazia è morta da tanto tempo e nessuno di noi ha voluto partecipare ai funerali, ci siamo tenuti la foto ricordo, il "santino" in tasca ma in definitiva non ci abbiamo fatto caso più di tanto. Per sancirne la morte a tutti gli effetti mancava solo l'evidenza, e questa è apparsa nelle ultime ore, Napolitano, un essere qualunque, ha posto il sigillo sulla parola fine, scritta già in precedenza da tutti i governi che si sono susseguiti negli anni, confermata dal governo in carica e avallata dalla falsa opposizione inciuciante. La verità come dicevamo, è che la morte della democrazia è avvenuta di fatto molto tempo fa, quando il denaro, il potere, la corruzione, il malaffare, la forza del lusso e del falso benessere hanno preso il posto del vivere con semplicità, del vivere e basta. Come abbiamo fatto a non accorgerci del cambiamento dalla vita alla morte? Semplice! Grazie all'inserimento del virus mortale che ha più nomi, viene chiamato "materialismo" "globalizzazione" e in altri mille modi ma porta sempre all'agonia che precede la fine. E così siamo arrivati ad oggi, dove viviamo in una favola al contrario, dove la fine è l’inizio e viceversa. Tutti felici e contenti all'apparenza fino a poco fa, fino a quando appunto l'evidenza che ha scoperto la morte della democrazia ci ha fatto passare un brivido lungo la schiena, ma non a tutti, perchè molti sono ancora sotto effetto di ipnotici, e sono quelli che se ne andranno dormendo, "la morte migliore". Evviva i ricordi, quando i parchi non erano recintati perché il 70% degli spiazzi era costituito da zone verdi, quindi era tutto un parco, non c’era la cementificazione selvaggia. Le spiagge erano libere. C’erano i sentieri da percorrere per ore senza il pericolo di piantarti una siringa in un piede o di essere assalito e derubato, se ti va bene, oppure “addio per sempre” con una pugnalata per 10 euro, quanto vale una vita oggi. Le poche auto andavano piano, che fretta c’era di arrivare al solito posto? E la benzina era un bene prezioso nonostante costasse molto poco. Non c’era bisogno di chiudere la porta di casa, alcuni, molti, lasciavano le chiavi nella serratura tranquilli che nessuno sarebbe entrato senza chiedere permesso, e non c’erano i cancelli di sicurezza e gli allarmi alle finestre. La sig.ra Luisa che viveva praticamente in cortile, sapeva tutto di tutti e controllava “non volendo” il via vai delle persone, pronta a fermare ogni figura sconosciuta, ma senza allarmismo. Il garzone del fornaio consegnava il pane all’Angela, era molto anziana e le dolevano le gambe, e il servizio era gratuito, Franco (il fornaio) lo faceva volentieri per le persone anziane. C’era chi si ricordava la guerra e la temeva e la raccontava, sperando di non riviverla mai più. Chi aveva patito la fame nel dopo guerra aveva finalmente un lavoro e si sforzava di rimuovere i ricordi terribili. Si cominciava a risparmiare finalmente, e con i risparmi potevi sognare di comprare il frigorifero a rate, quello con il reparto per congelare. Chi stava meglio aveva la TV in bianco e nero e poi a colori con il primo telecomando, e alcuni più fortunati si compravano la casa, con il mutuo, quello che ogni mese pagavi una certa somma affrontabile, fatta su musira per le tue possibilità, non 4 volte lo stipendio, non con il 300% di interessi da scalare a babbo morto. Le bambine si divertivano ancora con le bambole “normali” e con le pentole della mamma, i maschietti in mancanza d’altro giocavano a pallone ma soltanto se Paolo voleva, il pallone era il suo, e decideva lui chi giocava e faceva lui formazioni. Una volta ogni tanto si andava all’edicola ad acquistare le figurine, era uno spasso, “ce l’ho, mi manca, ti do Anastasi e Bruscolotti in cambio di un Boninsegna”. Una volta al mese al cinema di 5° visione, il film non lo si vedeva, si era troppo impegnati a fare confusione e la “maschera” a turno, ci tirava le orecchie, ma ci voleva bene. I pedofili (se c'erano) erano nascosti molto bene e se qualcuno molestava un bambino era probabilmente l'ultima cosa che faceva nella sua vita, lo si sarebbe ritrovato in un vicolo con il cranio sfondato, cosa vuoi, sono cose che capitano. Di certo non avevano il consenso da parte di alcuni gruppi, e di sicuro non potevano dire messa la domenica o parlare in TV e affacciati alla finestra accompagnati da scroscianti appalusi e giubilo della folla. Non era il medioevo, tutto questo era una trentina di anni fa, anno più anno meno. Poi, qualcosa si è inceppato nel meccanismo. Chi comandava il paese aveva già cominciato da tempo in maniera subdola e silenziosa a fare i propri interessi, grazie a quest’aria di presunto benessere generale, complice il fatto che le persone avevano sofferto e mai avrebbero pensato che dopo anni di restrizioni di ogni tipo, i propri rappresentati politici stavano confabulando accordi segreti tra loro fingendo contrasti solo per prendere possesso delle ricchezze dei loro elettori, quelle ricchezze che il paese si apprestava a produrre in grande quantità. Più il popolo creava e più i politici studiavano come fare per impadronirsi di ogni cosa. Tutto questo è quello che è avvenuto fino ad oggi, e ancora succede con il silenzio assenso di ognuno. Manifestazioni, comizi, discorsi pieni di frasi altisonanti senza dire nulla, il popolo ignorante credeva, e purtroppo, dopo tutto questo tempo e nonostante si sia nuovamente entrati in quella regressione che tanto fece male ai nostri vecchi, ancora credono che un manipolo di farabutti, con il solo utilizzo di parole adeguate e il controllo totale dell’informazione, possano riportare la serenità in un paese che non ha più strade da intitolare, soltanto vicoli ciechi. C’era una volta….la democrazia....c'era una volta....il popolo Italiano.

05/03/2010 - E perchè mai votare? E chi?

Il dilagare della corruzione nella alte sfere, il continuo cambiare leggi e leggine al volo in una sola notte, complice la magistratura, quando persone aspettano decenni per avere un briciolo di giustizia, sono solo la punta di un enorme iceberg che sta avanzando verso la costa. La gente è stanca, veramente stanca della continua presa in giro da parte del sistema politico coadiuvato da chi sostiene di fare rispettare la legge ma che invece la dirotta a proprio piacimento. Da sempre la frase più ricorrente in politica è: "sono tutti uguali". Certo, peccato che siano tutti uguali contro e non a favore del popolo, tutti sempre pronti a fare i propri interessi, a non perdere un centesimo e a distruggere il paese, un paese che non gli appartiene, che non gli è mai appartenuto e mai gli apparterrà perchè i farabutti non hanno patria. NON SAREMO MAI COMPLICI ! IO NON VOTO , LA MIA COSCIENZA HA GIA' DECISO , LASCIO A VOI LA VOSTRA. Monica.

04/03/2010- L'abolizione delle tasse.

L'Italia è un paese nel quale tanti non hanno più nemmeno i soldi per vivere, sopravvivono come possono, la stragrande maggioranza delle persone fa fatica ad arrivare alla metà del mese, gli altri si arrangiano, perciò ci chiediamo a cosa servirà tra non molto il sistema fiscale Italiano ma soprattutto, chi pagherà le tasse? Qualcuno ancora si sta chiedendo, e con giusta ragione, perchè bisogna pagare le tasse? Assistiamo continuamente a storie di corruzione e malaffare, manager farabutti ma strapagati per delinquere, conviene forse delinquere tutti quanti? Ora sembra un modo di dire ma ci sono seri rischi per tutto il sistema, e il livello di pazienza della popolazione è in ebolizzione. Se si trattasse di un serbatoio la lancetta del carburante sarebbe sull'ultima tacca della riserva, rosso sangue. Secondo i dati della Guardia di Finanza nel 2008 più del 46% delle imprese Italiane ha in qualche modo evaso il fisco, nel 2009 oltre il 58% e per il 2010 si prevede un incremento pari al 35% ovvero il 78,3% evaderanno in qualche il fisco, chi più chi meno. Questo quadro non è principalmente dovuto al fatto che gli Italiani sono un popolo di ladri, non proprio tutti perlomeno. Piuttosto, come abbiamo anticipato, dobbiamo prendere in seria considerazione che non roiusciamo più a stare dietro a tutto il sistema di tassazione al quale siamo sottoposti quotidianamente. La pressione fiscale nel nostro paese è pari a poco più del doppio che negli altri paesi europei, stiamo messi peggio a livello economico personale ma siamo i peggio tassati, non ci meraviglia quindi se l'evasione invece è il triplo che negli altri paesi. Ci sono poi quelli che non sono mai sazi, quelli che guadagnano miliardi e non hanno nessuna intenzione di dichiararli, e anche li la legge è una farsa, come ormai tutto nel nostro bel paese. Il meccanismo dei paradisi fiscali non nasce solo per evadere, ma per impedire di conoscere la provenienza del denaro e il suo proprietario, denaro che potrebbe avere origine da fonti malavitose e proprietario che potrebbe essere un uomo di spicco perchè no, della politica piuttosto che dell'Ecclesias. In qualsiasi paese civile industrializzato questo è considerato un reato gravissimo, in America si rischia da 15 anni di reclusione fino all'ergastolo nei casi più eclatanti, ingabbiano sia il titolare del denaro del quale non si sa la provenienza, sia il manager che il banchiere, da noi è tutto "regolare". Molti paesi si sono dotati di norme anti-riciclaggio e impongono alle banche l'uso di determinati codici per ogni operazione. Da noi abbiamo inventarto lo "scudo fiscale", e abbiamo fatto ridere il mondo, ma per noi che viviamo qui (viviamo è una parola grossa) c'è poco da ridere.

03/03/2010 - La gente "normale".

Corruzione, mafie, falsi in bilancio, appalti truccati, vallettopoli, tangentopoli: non distinguono tra corrotti e corruttori per non mettere in dubbio l’immagine dei potenti. Sicuramente anche voi avrete o avete a che fare con persone che, nonostante l’evidenza dei fatti, continuano a non vedere , a non voler vedere, quanto sta accadendo in Italia e con chi abbiamo a che fare. Non sono persone ”schierate” che leggono “Libero” o “Il Giornale” o fogliacci simili, che tengono la fotografia di Feltri o di Cicchitto sopra il letto o che hanno il fazzolettino verde che spunta dal taschino. Sono persone “normali”, tendenzialmente democratiche, istruite, perbene. Che, ad esempio, comprano un quotidiano non particolarmente di parte come “La Stampa” di Torino. Ma pur leggendo gli articoli di Gramellini, della Spinelli, di Luca Ricolfi, di Carlo Federico Grosso o del direttore Mario Calabresi (tutti articolisti spesso critici nei confronti del presidente del consiglio e del suo branco di cagnolini scodinzolanti), i quali spesso e volentieri mettono il dito sulle tante piaghe di questo governo e di questi governanti, “non vedono”, sono ciechi, sordi e conseguentemente muti di fronte allo strapotere del Sultano. In questo modo riescono poi a indignarsi o a protestare , con amici o parenti o colleghi , riguardo la corruzione, le tasse, la disoccupazione dilagante, le piccole o grandi opere non fatte, il falso in bilancio, le seicentomila auto blu, le violentissime critiche della stampa estera, e poi le varie vallettopoli, tangentopoli e via ravanando dentro i pantaloni e nel pattume quotidiano, senza collegare colpe e colpevoli, senza distinguere tra corrotti e corruttori, e soprattutto senza mettere in dubbio l’immagine di B. Anzi, perdonandogli quasi tutto. “Tanto sono poi tutti uguali”, dicono. E’ forse su questo che bisognerebbe ragionare. Chi deve fare veramente paura non sono gli imbecilli con le teste rasate o le patetiche ronde della lega. Chi “mi” fa paura è ancora una volta la cosiddetta “gente normale”. Carlo Collo

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